sabato 19 marzo 2016

Un piccolo mondo parallelo


La soluzione abitativa di un occidentale è, il più delle volte, relegata all'interno di quello che si definisce un "compound". Il termine, che deriva dal malese Kampong e significa villaggio, sta ad indicare un gruppo di edifici delimitati da una recinzione più o meno alta per ragioni di sicurezza.
Prima di partire per l'Arabia Saudita, nella mia immaginazione ritenevo che vivere in un compound fosse come vivere in una "prigione dorata". E, per alcuni aspetti, questa immagine non si discosta molto dalla realtà.  Lo potremmo ritenere una sorta di residence privato, costituito da appartamenti o ville, dotato di spazi comuni (come una club house con sale sia per adulti che spazi gioco per i bambini, biblioteca, piscina, palestra, vari campi da gioco) e servizi (mini market, lavanderia, parrucchiere, ristorante, autobus per accompagnare le donne impossibilitate a guidare).

Un piccolo mondo parallelo dove si può vivere alla maniera occidentale, senza dover sottostare alle leggi islamiche. Per le donne significa essenzialmente non dover indossare l'abaya e poter guidare all'interno (qualora il compound fosse di dimensioni tali da giustificare l'utilizzo della macchina).
Forse la cosa più difficile a cui abituarsi è la modalità di accesso ad un compound... Si deve attraversare un "gate", che potrebbe assomigliare ad un "posto di blocco", con tanto di camionetta mimetica con uomo dotato di mitra. Il primo controllo a cui tutti sono sottoposti è legato alla propria autovettura. Di solito c'è del personale dotato di uno specchio/detector che controlla che non siano state messe delle bombe nella parte inferiore della macchina.

 
Il secondo controllo è al "gabiotto" del gate ed è di tipo documentale. Viene bypassato solo dai residenti nel compound, ciascun ospite o persona esterna deve mostrare il proprio documento di identità.
 
La sicurezza è vitale e si può davvero essere tranquilli all'interno: ogni tanto ci si può anche dimenticare di chiudere il portone di casa a chiave!
Libertà vs sicurezza? Lo scotto di affacciarsi alla finestra e vedere un alto muro di cinta con del filo spinato è ripagato da una serenità in termini di qualità di vita.
 

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