lunedì 14 marzo 2016

Un percorso difficile

Quando scegli di cambiare vita e di andare ad abitare in un paese come l'Arabia Saudita soppesi tantissimi fattori, valuti le possibili eventualità, pianifichi strategie alternative in caso di insuccesso, rimetti in gioco il tuo trascorso, la tua formazione, la tua professionalità.
E poi firmi un contratto di lavoro, sottoscrivi di rispettare regole di vita ben precise.

"Le donne straniere sono tenute a nascondere tutte le fattezze del corpo con una lunga tunica, chiamata abaya, e non possono guidare. Gli uomini devono vestire con decenza, coprendo di regola le gambe ed il torso. Vi è divieto di manifestare pubblicamente un credo religioso diverso dall’Islam (o l’ateismo). Durante le cinque ricorrenze quotidiane della preghiera rituale tutti gli esercizi commerciali e gli uffici pubblici chiudono per circa mezz’ora. E' fatto divieto di mangiare carne di maiale ed i suoi derivati. In Arabia Saudita sono considerati gravi reati l'importazione, la produzione, il possesso ed il consumo di bevande alcoliche, l'uso ed il traffico di droga, il possesso di materiale pornografico, l'omosessualità, la molestia sessuale, la promiscuità di genere, la pedofilia. Le pene sono particolarmente gravi e possono includere la mutilazione, la fustigazione in pubblico, l'espulsione dal paese e la pena di morte."
Eppure nonostante le mille riflessioni, nonostante la consapevolezza di andare ad abitare in un paese "difficile", mio marito è arrivato "zainetto in spalla", per usare un'espressione di una mia amica, e si è trovato di fronte ad un qualcosa comunque di inaspettato.
 
Le difficoltà primarie sono emerse con la lacunosa organizzazione logistica iniziale. L'azienda affida un'abitazione temporanea in attesa che il dipendente scelga la casa dove intenderà stabilirsi. Le circostanze hanno voluto che poco prima del suo arrivo ci fosse stato un brutto incendio abitativo e, a causa della necessaria ricollocazione di diverse persone, a lui sia stato affidato un monolocale piuttosto decadente. Nonostante sapesse di dovervi sostare temporaneamente, la sporcizia, le infiltrazioni di acqua nelle pareti, la mancanza di rete (che può sembrare una mera velleità, ma per chi vive a distanza dai propri affetti soprattutto i primi giorni in un paese straniero è quel respiro vitale che ti ricongiunge con il tuo angolo di familiarità) hanno complicato la vicenda! Occorre poi seguire una lunga trafila burocratica per ottenere la documentazione necessaria alla vita di tutti i giorni, incluso il riconoscimento della propria patente. Anche questo documento può sembrare velleitario e condizionante solo per la propria autonomia negli spostamenti, ma quando arrivi in un paese dove le temperature rasentano i cinquanta gradi anche risparmiarsi pochi passi diventa essenziale per non essere colpiti da un'insolazione o disidratarsi.
Da non sottovalutare poi l'aspetto emotivo a cui ciascuno dà una risposta meramente soggettiva correlata al proprio modo di essere. Non parlo necessariamente di fragilità, ma del voltare pagina dall'oggi al domani,  del dover fare tabula rasa di abitudini, cultura ed affetti, del doversi ricostruire professionalmente, del dover creare il propri habitat ed il proprio network.

Nessun commento:

Posta un commento